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ANNO VIII N°25
 

 

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La Flora
La vegetazione che ricopre il territorio cilentano



Vedi anche: Alcune piante tipiche del Cilento


Con circa 2500 specie di piante, appare evidente come la flora del Parco Nazionale del Cilento-Vallo di Diano sia considerata patrimonio dell’umanità per la sua importanza non solo naturalistica ma anche scientifica.

Crocus ImperatiNonostante ciò, l’eccessiva espansione da parte dell’uomo, unito all’aumento degli incendi, al fabbisogno di fornire pascoli per il bestiame e alla necessità di fornire spazio per l’accrescimento delle attività turistiche, hanno ridotto l’estensione della sua caratteristica macchia mediterranea. Tuttavia gran parte del territorio è rimasto ancora intatto, ed è proprio qui che possiamo ammirare le varie specie di piante che rendono questa zona unica al mondo. Tra le specie più importanti vanno senz’altro ricordate il ginepro (Juniperus sp.), il mirto (Mirtus communis), il lentisco (Pistacia Lentiscus), il leccio (Quercus ile) e il corbezzolo (Arbustus unedo), che, nelle zone tuttora incontaminate destano ancora la meraviglia di coloro i quali per la prima volta assistono a cotanto splendore.

Tra le zone più caratteristiche rientrano senza dubbio i litorali di Capo Palinuro e la Costa degli Infreschi, dove possiamo osservare una vegetazione, che è il risultato di una forte selettività biologica e che ha permesso a queste piante di sopravvivere nei secoli all’impeto delle onde del mare e della salsedine, fornendogli delle radici in grado di penetrare nelle profonde crepe della costa rocciosa.

Altre specie, invece, popolano le spiagge, come: il papavero delle sabbie (Glaucium corniculatum),il giglio delle sabbie (Pancratium maritimum), l'eringio marino (Eryngium maritimum), la ruchetta di mare (Caki le maritima) e la soldanella (Calystegia soldanella).

La Primula di Palinuro (Primula palinuri), è sicuramente la specie più significativa della flora del parco (tanto che ne è diventata il simbolo), ma degne di considerazione sono anche le pinete che si trovano un po’ in tutto il parco, soprattutto lungo le coste, disposte a formare boschetti dalle superfici irrisorie, ma prima facenti parte di foreste ben più vaste.

Primula PalinuriLe pinete più estese si trovano solo nei territori di Case del Conte a Motecorice, a Sant’Iconio e nell’area di Perdifumo. Si distinguono tra queste, i Pini d’Aleppo di Punta Licosa per la particolare forma a festone dovuta all’azione del vento.
Addentrandoci all’interno del territorio, ovvero nella fascia collinare, possiamo osservare come la coltura dell’olivo abbia preso piede praticamente ovunque all’interno dell’area del parco. Grazie al clima favorevole e alla composizione chimica del terreno vengono infatti prodotti oli extravergine di oliva di altissima qualità. Numerose sono le specie di olivi coltivati, tra le quali è da segnalare soprattutto la qualità “pisciottana”.

Il carrubo è un’altra specie molto diffusa in questa zona. È una pianta che raggiunge dimensioni tali da destare meraviglia su chi vi si trova di fronte per la prima volta.

I prati collinari sono popolati da numerose specie nitrofile ovvero amanti dei nitrati, che si trovano in abbondanza per via della presenza di escrementi prodotti da animali da pascolo. Tra queste ricordiamo l'asfodelo (Asphodelusfistolosus), la carlina (Carlina acanthifolia) e il cardo(Cynara cardunculus). Nelle zone più interne, comprese tra i 600 e i 1000 metri di altezza sul livello del mare troviamo molti boschi di latifoglie decidue, composti principalmente da: cerri (Quercus cerris), roverelle (Quercus pubescens), aceri (Acerpseudo platanus), carpini (Carpinus sp.), ornielli (Fraxinus ornus), castagni (Castalea sativa).
Al di sopra dei 1000 metri troviamo invece il faggio (Fagus Sylvatica), pianta che domina pressoché incontrastata il paesaggio montano. Segnaliamo inoltre, per la loro importanza ed estensione, le faggete dei monti Alburni ricche tra l’altro anche di agrifoglio.

Boschetti di betulla e di abeti bianchi coprono i piedi del monte Cervati. Notevole anche la presenza di numerosi fiumi: Calore, Sammaro, Bussento, Alento, Tanagro, accompagnati dalla presenza di salici (Salix alba) , pioppi (Populus nigra) e ontano nero (Alnus glutinosa), numerosissimi lungo le loro sponde. Sempre qui si possono trovare anche specie molto rare come: la coda di cavallo (Hippuris vulgaris) e l'equiseto variegato (Equisetum variegatum).









Testi di Michele Siniscalchi Montereale, immagini di Antonio Giordano

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Pubblicato su: 2005-05-05 (8734 letture)

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