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ANNO VIII N°21
 

 

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Lustra





Chiesa di Santa Maria
Lustra sorge sulle colline del Cilento Occidentale che si elevano fino a 700 metri.
Il suo nome deriva dal latino lustrum, che significa "pantano" o "luogo selvaggio".
L'origine del paese è stata connessa con la presenza di tracce d’insediamenti di tarda età romana, periodo in cui il piccolo centro rivestì una certa importanza per il controllo della vecchia strada che collegava Paestum a Velia seguendo il corso del fiume Alento.
Le prime notizie su Lustra sono emerse tuttavia da un documento del 1118, un "praeceptum" del principe longobardo Guaimario IV.
Il paese è inoltre menzionato in due documenti dell'archivio cavese attestanti due donazioni di tenitori a privati: la prima del gennaio 1156, la seconda del 1187.
La frazione di Rocca Cilento è antichissima e molto importante in quanto centro della Baronia di Rocca.
Venduta nel 1517 da Giacomo de Pasca a Ferrante Sanseverino, nel 1553 venne acquistata da Michele Giovanni Gomez, uno dei presidenti della Camera della Sommaria. Il feudo cambiò spesso proprietario.
Nel 1661 divenne possesso dei Garofalo.
Nel 1684 un esponente di questa famiglia. Marco, che era anche uno dei presidenti della Camera della Sommaria, ottenne il titolo di marchese di Rocca Cilento.
Infine, nel 1738, il marchesato venne ceduto ai Granito.
Per Lustra invece gli ultimi baroni, prima dell'abolizione della feudalità, avvenuta nel 1806, furono i Persico.
Il centro storico può essere individuato nel perimetro che s'irradia intorno alla Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, a tre navate, di cui la centrale ha un soffitto dipinto.
A Rocca Cilento degno di nota è il Castello Normanno del XIII secolo, ricostruito durante il dominio dei Sanseverino.
Acquistato nel secondo dopoguerra dallo storico Ruggero Moscati, è stato completamente ristrutturato.
Da ricordare sono anche le mura e le torri di difesa di questa frazione, oggi cadenti, e in parte inglobate nelle costruzioni erette nel corso dell'Ottocento.
Ricordiamo, infine, il Monastero di San Francesco, fondato, secondo la tradizione da San Bernardino da Siena e poi dotato riccamente da Sisto IV e Carlo V.
Il convento venne ampliato nel 1565 e nel Settecento ospitava venti frati.
Rocca Cilento, negli scritti di alcuni autori del Settecento, è ricordata come un antico casale circondato da vigneti, oliveti, piantagioni di agrumi e di ogni sorta di alberi da frutto.
E questa era ancora la condizione del centro alla metà del Settecento (catasto onciario del 1750) dove appare diffusa la piccola proprietà contadina a colture pregiate (vigneto e oliveto).
Oggi una parte del territorio comunale si immette a cuneo nella valle dell'Alento, dove sono stati ricavati terreni produttivi che durante gli anni Venti del Novecento sono stati dotati di case coloniche.
La vicinanza della statale 18 (la vecchia via Popilia, poi Strada regia per le Calabrie) ha determinato in parte la nascita della frazione di Ponti Rossi che oggi può vantare una floridissima agricoltura grazie all' irrigazione proveniente dall'imponente Diga dell'Alento.
Oltre alla Festa della Madonna delle Grazie, che ricorre la seconda domenica di agosto, sono da menzionare quelle di Santa Maria Vetere (14 aprile) e della Madonna della Neve (5 agosto), che vengono celebrate a Rocca Cilento.
Molto importanti sono inoltre le fiere di Sant'Antonio, della Domenica delle Palme e di San Francesco.

Tratto liberamente da: “La Campania paese per paese” - Bonechi – AA.VV.










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Pubblicato su: 2005-05-26 (1378 letture)

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