
II territorio è stato frequentato fin dal Paleolitico (quello Inferiore è attestato a Marina di Camerota, il Medio nelle grotte di Palinuro, a Castelcivita e Sant'Angelo a Fasanella sugli Albumi e sul monte Calpazio di Capaccio) dai cacciatori che, nel corso del Mesolitico, associavano l'attività venatoria alla raccolta dei prodotti spontanei, diventando agricoltori e allevatori nel successivo periodo Neolitico (dal VII millennio a. C.), quando si attuarono migrazioni di gruppi etnici orientali (come a Paestum e Palinuro) e scambi commerciali non solo costieri (si pensi all'ossidiana che giungeva dalle isole Lipari, o alle selci della Cultura di Diana reperibili anche a punta Tresino), ma anche all'interno del Cilento (Campora e Stio). L'Età del Bronzo, soprattutto nella fase media, rivela un incremento demografico incoraggiato anche dalla predominante attività pastorale e dalla relativa transumanza che conduce alla formazione di numerosi nuovi insediamenti, caratterizzati dai vasi per la lavorazione del latte (ritrovati, ad esempio, presso Laurino, sulle alture del Calore e degli Albumi, o nell'interno del Cilento a Cannalonga e Pattano), ma anche lungo la costa. È qui che vengono fondate le

principali città della Magna Grecia: Poseidonia con il suo scalo, punto commerciale e area sacra presso il promontorio di Agropoli, ed Elea.
Nel IV secolo a. C., un periodo ricco di innovazioni agricole che favoriscono le colture intensive della vite e dell’olivo e una più ampia frequentazione dell'agro, Elea, nota per la scuola filosofica di Parmenide e Zenone, si munisce di baluardi fortificati, come a Moio della Civitella o nella località di Castelluccio di Perdifumo, per difendere il suo territorio dai Lucani che nel frattempo si sono impadroniti di Paestum. Infine sopraggiungono i Romani, i cui segni si concretizzano con la deduzione della colonia latina di Paestum (273 a. C.), che conduce a una diversa organizzazione dell’intera area costiera, in cui continua a essere avvantaggiata Velia che ha stipulato un patto equo con i vincitori- Le due città rimangono fedeli alleate di Roma contro Annibale ma risentono del periodo di crisi del II secolo a. C. e di quello successivo, caratterizzato dalla rivolta degli Italici e dalla spedizione di Spartaco che, presso Paestum, subirà rovinose sconfitte. I primi due secoli dell'impero sono caratterizzati da un periodo di floridezza (nel I secolo Paestum, già municipio, come Velia, dopo la guerra sociale, e poi ancora colonia, ospiterà i veterani della flotta del Miseno), cui segue nel III secolo l'inizio di una crisi che finirà per restringere l'abitato, aggredito dalla palude e daIl’incuria intorno al tempio di Cerere.
In seguito Paestum sarà sconvolto dalle invasioni barbariche e dai conflitti tra i Bizantini, che nel VI secolo costruiscono un forte baluardo ad Agropoli (da Acropolis), ove si rifugerà anche il vescovo di Paestum, e i Longobardi, alle cui invasioni si deve lo spopolamento delle diocesi di Velia, Bussento e Blanda, come attesta una lettera del 595 di Gregorio Magno al vescovo pestano Felice. Infine, dopo la loro conversione, i Longobardi favoriranno, con le loro donazioni di beni, la

ripresa demografica e la costruzione di importanti complessi monastici. In seguito sarà la famiglia Sanseverino a mantenere il dominio sul territorio fino alla ribellione di Ferrante nel 1552: il Cilento subirà allora un frazionamento tra i vari feudatari, che godranno di una serie di privilegi i cui effetti dureranno fino alle leggi eversive della feudalità del 1806. Il decennio francese (1806-1815) seguito alla rivoluzione napoletana del 1799, le vicende della dinastia borbonica fino all'Unità d'Italia, segnate dai moti del 1820 e del 1848, gli eventi del periodo post-unitario con la lotta contro il brigantaggio e in seguito i problemi dell'emigrazione, ma anche le innovazioni tecnologiche e la costruzione della linea ferroviaria, e ancora le riforme, il Fascismo e il dramma delle due Guerre mondiali incideranno ulteriormente sul territorio cilentano le cui testimonianze materiali e spirituali rientrano nel disegno di tutela e valorizzazione del parco.
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