Rassegna dei prodotti tipici della cucina cilentana
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Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è famoso sia per qualità dei suoi prodotti gastronomici, sia per l’incredibile varietà degli stessi.
Le specialità gastronomiche più importanti e riconosciute a livello nazionale, nonché a quello mondiale, sono: il Caciocavallo Podolico, il Cacioricotta, il Carciofo, le Castagne, il Fico Bianco del Cilento, il Miele, la Mozzarella di bufala, la “Muzzarella co’a murtedda”, gli Oli extra vergini di oliva, il Pecorino, i Salumi e i Vini DOC.
Riporteremo di seguito, una descrizione specifica di ognuno di essi e delle loro peculiari caratteristiche.
Il Caciocavallo Podolico
Questo formaggio, prende il proprio nome dal fatto che viene stagionato a cavallo di pertiche orizzontali, appunto “cacio a cavallo”. Il nome podolico invece dal bovino podolico, il quale diffuso in diverse aree interne dell’Italia meridionale, comprese quelle del parco, conferirebbe il nome al prodotto. L’area in cui il caciocavallo podolico viene prodotto si estende sull’intera superficie del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. La produzione del formaggio richiede una procedura molto particolare che ora riporteremo. Metà del latte munto viene portato ad una temperatura compresa tra i 50-60°C e mescolato alla parte restante la quale è stata precedentemente filtrata, così da portare il tutto ad una temperatura di circa 40°C. A questo punto viene aggiunto del caglio liquido di vitello, per ottenere un caciocavallo dolce, mentre, in pasta di agnello o di capretto per un gusto decisamente più piccante. In circa 30 minuti di tempo si ottiene la cagliata che viene dapprima tagliata in due, e in un secondo momento rotta in grumi le cui dimensioni ricordano quelle di un chicco di mais. Dopo aver fatto riposare il tutto per mezz’ora si estrae la cagliata dal siero portandolo ad una temperatura di 60°C e si aggiunge alla pasta. Questo processo viene ripetuto due volte aggiungendo il sieroinnesto. Una volta raggiunta la maturazione la cagliata viene estratta e posta ad asciugare per circa un ora su di un ripiano detto tompagno, dove viene tagliata prima in grosse fette e successivamente in fette più sottili, le quali poste in un tinaccio, vengono lavorate con acqua calda a 85°C.. La cagliata viene lavorata fino a raggiungere le condizioni di filatura e gli viene conferita una forma semisferica del peso di circa 2,5 Kg con la caratteristica forma di un appendice strozzata e chiusa all’apice. I caciocavalli vengono cos’ accoppiati e posti per asciugare su pertiche per un periodo di tempo di circa 15 giorni. Trascorsi i 15 giorni vengono stagionati in cantine per almeno 3-6 mesi. Il prodotto finito presenta le seguenti caratteristiche: crosta sottile e lisce la cui colorazione oscilla tra il bianco alabastro, nei più freschi, al giallo ambra. La pasta ha un colore giallo intenso, compatta e priva di fessurazioni e occhiature. Il sapore è dolce e poco sapido se si è utilizzato caglio di vitello o in caso di prodotto ancora fresco, mentre tendente al piccante in caso di utilizzazione di caglio di capretto.
Il Cacioricotta

Questo è un tipico formaggio del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il quale si ottiene mescolando il latte di capra a quello di pecora. Durante il periodo che va da giugno ad agosto, ovvero in corrispondenza della fine della lattazione delle pecore, è possibile tuttavia produrre il cacioricotta utilizzando il solo latte di capra. L’area di produzione si estende a tutta la superficie del Parco. Il latte viene filtrato e riposto in una caldaia dove viene riscaldato fino ad una temperatura di 90°C., poi lo si lascia raffreddare fino ad una temperatura di 36-39°C.. La coagulazione del latte richiede un periodo di attesa di circa mezz’ora, periodo in cui viene aggiunto del caglio di capretto. Dopo la coagulazione, si esegue la rottura fino ad ottenere grumi della grandezza di chicchi di riso. La cagliata dunque, dopo alcuni minuti di sosta sotto il siero, viene trasferita nelle fuscelle. Nella fase della messa in forma, dopo che lo spurgo sia stato quasi ultimato (il che richiede almeno 3 o 4 ore) si effettua la salatura a secco. Quindi il formaggio viene riposto su assi di legno per 8-10 giorni in un luogo fresco e asciutto con temperatura media compresa tra i 10-13°C.. Durante questo periodo di tempo le forme verranno rivoltate una volta al giorno per tutta la durata necessaria ad ultimare il prodotto. Il prodotto ultimato presenta le seguenti caratteristiche: ha una forma cilindrica con le facce piane, la superficie è ricoperta da una crosta leggermente increspata con un colore che va dal bianco sporco al giallo paglierino. La pasta è compatta, priva di occhiature e finemente granulosa. Il sapore è intenso e saporito. Il formaggio può essere consumato fresco oppure grattugiato sulla pasta.
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