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Roscigno: il futuro parte dall’archeologia
06/10/2006 11:39

Immerso nel “Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano”, il Comune di Roscigno ha la sua principale ricchezza nelle bellezze naturali e archeologiche del suo territorio. Lo sa bene il sindaco Armando Mazzei, al suo secondo mandato, che parla di sogni, ma anche di programmi e progetti.


“Sono un uomo pragmatico, ma anche un sognatore — afferma -. E’ importante avere dei sogni, ma è altrettanto importante realizzare i propri desideri e progetti, e questo conta ancor di più se sei un amministratore locale e devi affrontare le emergenze quotidiane”. Impiegato di 50 anni, sposato, con figli, ha le idee chiare sul futuro di Roscigno. Vuole farne un gioiello potenziando due settori in particolare, quello archeologico e quello naturalistico-urbanistico. “Stiamo portando avanti il restauro conservativo di Roscigno Vecchia che fu abbandonata agli inizi del ‘900 - dice il sindaco - . Si tratta di un importante esempio di architettura rurale e un eccezionale documento di memoria storica. Dopo 30 anni abbiamo finalmente iniziato una forte azione di recupero del primo comparto delle case in muratura di pietra viva oramai abbandonate. Siamo partiti da una casa donata al Comune dal proprietario, a cui sono seguite altre donazioni e qualche espropriazione”. Il sindaco annuncia l’imminente inizio dei lavori per altri 4 comparti. “C’è ancora molto da fare — aggiunge — ma abbiamo tracciato la strada maestra lungo la quale proseguire l’opera di recupero dell’antico borgo”.
La Storia
Il Comune di Roscigno prende il nome da "Russignuolo", cioè l'usignuolo. A causa della natura idrogeologica, costituita per di più da terreno argilloso, erano frequenti le frane, per cui fu definita: "Roscigno, paese che cammina". Il vecchio paese sorgeva a pié di un colle culminante nel pianoro di Monte Pruno, necropoli lucana ove sono state rinvenute: tombe, monili, vasi e resti di armi risalenti al IV e al V secolo a. C. Verso la fine dell'anno mille fu costruito un convento dai Benedettini distante un miglio a sud dalla località Piano. Il primo agglomerato di case ebbe origine da alcune famiglie di pastori della vicina Corleto Monforte, che venivano a svernare in questo remoto angolo, assolato e ricco di pascoli. Solo verso il 1500 si costituì Comune autonomo. Nel 1860 i cittadini di Roscigno aderirono con entusiasmo alla rivolta contro i Borboni e alla dichiarazione di annessione al Piemonte. Nel 1902-1908, in base alle disposizioni di due ordinanze del Genio civile (legge speciale n. 301 del 7 luglio 1902 e quella n. 445 del 9 luglio 1908) sui paesi franosi, gli abitanti furono costretti ad abbandonare Roscigno Vecchia per trasferirsi nel nuovo centro distante pochi km più a monte. Quella che è stata definita la "Pompei del XX secolo” resta tuttora un luogo dal grande fascino che, nei sogni del sindaco, una volta recuperata sarà illuminata anche di notte.
Turismo verde
Negli ultimi anni Roscigno è stata presa d’assalto da turisti delle più svariate nazionalità: belgi, francesi, svizzeri, tedeschi, statunitensi, inglesi. “E’ un flusso in continuo aumento — spiega il sindaco Mazzei — per questo l’amministrazione punta a migliorare le strutture ricettive presenti sul territorio; alcune delle quali stanno riconvertendosi per diventare dei veri e propri alberghi. Abbiamo, inoltre, ricevuto 4 domande per l’apertura di Bed and Breakfast, uno dei quali è già in funzione. Nei comuni limitrofi ci sono, poi, più di una dozzina di agriturismi”.
Il territorio comunale, incluso nel Parco del Cilento, è interessato da un ampio programma d’interventi finalizzati alla realizzazione di un sistema museale territoriale dedicato alle relazioni esistenti tra paesaggio storico-archeologico e sistema naturalistico-ambientale. Roscigno si presenta oggi come un grande cantiere aperto nel quale si stanno realizzando interventi e opere di elevato interesse tecnico scientifico. Uno degli interventi più consistenti riguarda la promozione e valorizzazione del sito archeologico di Monte Pruno che si trova a quasi due km dal centro abitato e che venne alla ribalta nel 1938, quando sul pianoro fu scoperta una sepoltura definita principesca (la tomba del Principe di Monte Pruno). “I lavori all’area archeologica sono stati finanziati con circa un miliardo di vecchie lire — dice ancora il sindaco — e mentre prosegue il restauro delle mura, nuovi scavi sono alle porte, per quello che diverrà un grande Parco archeologico”. La struttura sarà gestita da una società appositamente creata”.
“Stiamo pungolando i privati affinché raccolgano le tante opportunità offerte, nel settore turistico, dalle istituzioni nazionali e locali — aggiunge il primo cittadino -. L’economia di Roscigno è prettamente agricola. Abbiamo, però, una banca di credito cooperativo molto presente e alcune importanti realtà imprenditoriali: aziende dedite alla molitura, trasformazione e imbottigliamento dell’olio, un’azienda di trasporti che ha partner in tutta Europa”.
Il sindaco ricorda, infine, la partecipazione del Comune alla Fiera di Lugano e alla Borsa verde dei territori rurali europei di Vallo della Lucania.
 


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